Ibo è uno degli insediamenti più antichi del Mozambico e una finestra su cinque secoli di storia, tra Africa, Arabia, India e Portogallo.
L'arcipelago delle Quirimbas
L'arcipelago conta una trentina di piccole isole al largo del Mozambico settentrionale, nella provincia di Cabo Delgado, tra la città di Pemba e il fiume Rovuma, che segna il confine con la Tanzania. Bagnato dall'Oceano Indiano, è un santuario naturale quasi intatto di foreste, ricche barriere coralline e acque abitate da dugonghi, delfini, tartarughe marine, balene, squali e oltre 375 specie di pesci.
Undici isole meridionali fanno parte del Parco Nazionale delle Quirimbas, una riserva marina di oltre 1.500 km². La sua creazione fu decisa nel giugno 2002 dalla popolazione locale, che firmò la proposta del WWF e di un'istituzione locale. Sulle isole vivono circa 50.000 persone, per lo più di pesca tradizionale in dhow.
Breve storia di Ibo
I mercanti arabi commerciavano oro, avorio e schiavi con le popolazioni della regione molto prima dell'arrivo dei portoghesi. Vasco da Gama raggiunse le Quirimbas nel 1498 e nel 1522 i portoghesi attaccarono le isole distruggendone le fortificazioni. Nel 1590 controllavano sette delle nove isole maggiori. Grazie all'acqua dolce raccolta a ogni stagione delle piogge, Ibo poteva allevare bestiame e coltivare prodotti che rifornivano l'Isola di Mozambico.
Nel XVII secolo l'arcipelago era governato da poche famiglie portoghesi e Ibo divenne il centro commerciale delle isole. Alla fine del XVIII secolo i portoghesi costruirono la fortezza di São João Baptista, completata nel 1791, con la piccola cappella aggiunta nel 1795. Seguirono il forte di Santo António e il forte di São José, nel quartiere di Rituto; insieme questi tre monumenti disegnano il triangolo della città vecchia. Ibo divenne il secondo avamposto della regione dopo l'Isola di Mozambico, e anche un porto della tratta degli schiavi.
Nei secoli XVIII e XIX gli abitanti subirono ripetuti attacchi di forze olandesi e malgasce. Dal 1897 Ibo fu amministrata dalla Compagnia del Niassa e iniziò un periodo di relativa pace.

Il popolo mwani
Ibo conta circa 5.000 abitanti, in maggioranza mwani. In swahili la parola significa "coloro che vivono lungo la costa, a contatto con il mare", in contrapposizione ai Makonde dell'interno, "a contatto con la boscaglia". In gran parte musulmani, i Mwani si considerano eredi della cultura swahili, gli "swahili del Mozambico", e custodiscono con grande orgoglio la propria cultura. Sono per lo più pescatori che pescano ancora con metodi tradizionali a bordo di piccole canoe, seguendo il ritmo delle maree.
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