Ibo, il luogo ei suoi abitanti

 

 
Un altro giorno inizia con pescatori preparandosi per andare a pescare il loro cibo quotidiano dal mare
Ibo, sede di una tecnica ancestrale di creazione di gioielli
Orgoglioi Mwanis, mix di indiani, nativi africani con tradizioni di entrambi i mondi
Bellissimi dhow costruiti da Mwanis e adattati alla peculiare geografia marina dell'Arcipelago delle Quirimbas
I Mwanis hanno un legame speciale con il mare che regola la loro vita quotidiana
Monumenti storici, eredità dell'epoca coloniale portoghese, sono presenti in tutta l'isola
La natura offre un costante richiamo alla bellezza dell'Arcipelago
Tratti del viso di una Mwani che suggeriscono chiaramente un mix verificatosi tempi addietro
Abiti tradizionali adattati alla vita quotidiana nelle Quirimbas
Arcipelago delle Quirimba, ogni giorno alle 17:30, lo spettacolo del tramonto...

 

 

Le Quirimbas sono un arcipelago composto da una 30 di piccole isole, situate nel nord del Mozambico e appartenente alla provincia di Cabo Delgado. Sono bagnate dalle splendide acque blu e turchesi dell'Oceano Indiano e dal Canale di Pemba.

Le Quirimbas si snodano lungo la costa nord del Mozambico, dall'altezza della città di Pemba fino al fiume Rovuma, che segna il confine fra Mozambico e Tanzania. Costituiscono un santuario naturale praticamente incontaminato, con foreste, ricche barriere coralline e acque popolate da dugonghi, delfini, tartarughe marine, balene, squali e oltre 375 specie di pesci. Sono considerate area protetta dal WWF e le 11 isole meridionali appartengono al Parco Nazionale Quirimbas, una riserva naturale marina di oltre 1500 km². La decisione di creare una riserva naturale nell'arcipelago fu presa nel giugno 2002 dalla popolazione del luogo, che sottoscrisse la proposta avanzata dal WWF e da un'istituzione locale, il GECORENA.
Le isole hanno una popolazione di circa 50.000 persone, dedita principalmente alla pesca nei dhow (le canoe a bilanciere tipiche della costa orientale africana). Società mozambichesi e inglesi hanno iniziato da qualche anno a costruirvi strutture ecoturistiche.

L’Isola di Ibo è uno dei più antichi insediamenti in Mozambico, la sua storia risale almeno al XVI secolo. I mercanti arabi avevano avviato già dal 600 d.C la tratta degli schiavi, il commercio di oro e avorio con gli abitanti locali e dei dintorni.
Nel 1498 Vasco de Gama raggiunse per la prima volta le Quirimbas e nel 1522 il portoghese attaccò le isole distruggendone le fortificazioni.
Intorno al 1590 i portoghesi avevano annesso sette delle nove grandi isole, mentre solo due continuavano ad essere governate dai mussulmani; l’Isola di Ibo commerciava per lo più ambra, avorio e gusci di tartaruga.

Vasco de Gama scelse Ibo come il principale insediamento per le sue riserve d’acqua dolce naturale provenienti dalla pioggia caduta annualmente. Ciò permise di aumentare il numero di bovini, suini e capre presenti sull’isola. Diversi prodotti agricoli vennero esportati e anche la stessa Ilha de Mozambique veniva provvista da Ibo. Verso la metà del XVII secolo l’arcipelago era governato da due principali famiglie “Mzungu” (bianco) - Morues e Meneses, e l’isola di Ibo era diventata il centro commerciale di tutte le altre isole.
Alla fine del XVIII secolo, i colonialisti portoghesi costruirono il forte di São João, che si trova ancora oggi presente sull’isola, e la città divenne come una porta per la tratta degli schiavi, alimentata dalla domanda francese per la manodopera a basso costo.
Ibo divenne quindi il secondo avamposto più importante della regione dopo Ilha de Mozambique.

Il forte di São João Batista (San Giovanni Battista) è stato completato nel 1791. La piccola cappella alloggiata all'interno della fortezza è stata costruita nel 1795, seguita dal forte Santo Antonio (S. Antonio) e il forte del Bairro Rituto nel 1847, che è ancora in piedi oggi a dare la forma triangolare della città vecchia.
Per tutto il secolo XVIII e XIX la popolazione di Ibo e le regioni adiacenti sono stati costantemente attaccati dalle forze olandesi e Malgasce.

Nel 1897, Ibo è stata integrata all'amministrazione della Società Niassa, ed è a partire da quel momento che l'isola e la popolazione locale comincia a godere di una relativa sicurezza e pace.

Nel 1902 la capitale del distretto di Cabo Delgado è stata trasferita dall’Isola di Ibo a Porto Amelia, ribattezzata dopo l'indipendenza del Paese Pemba, che ancora oggi ne è la capitale. Questo fu l'inizio di un declino per il commercio di Ibo, che lentamente si trasferì a Pemba, città che offriva una baia e un porto più profondi. Successivamente, la guerra civile ha dato il colpo finale a Ibo e tutti gli esempi di architettura portoghese del XIX e XX secolo cominciarono a degradare lentamente, mentre Ibo diveniva una città fantasma.

Nel 2002, venne creato il Parco Nazionale delle Quirimbas e con esso Ibo si risvegliò da un lungo letargo aprendo finalmente le sue porte al turismo. Questo diede un nuovo impulso all’ economia locale e alla conservazione, preservazione e restauro della già esistente eredità lasciata dalla sua affascinante storia.
Oggi l’isola di Ibo, grazie alla sua ricca storia, alla sua architettura imperiale ancora magnificamente preservata, all’unicità della sua arte locale, nonché ai suoi paesaggi e tramonti mozzafiato, è in corsa per la candidatura di Patrimonio Mondiale dell’ UNESCO.


 

L’isola di Ibo, con i suoi 5.000 abitanti circa, è ancora oggi abitata prevalentemente da Mwani, termine che nella accezione della lingua swahili significa “coloro che vivono lungo la costa, a contatto con il mare”, un nome che questo popolo adotta anche per distinguersi dalla cultura Makonde, ovvero, l’etnia che popola l’interno della regione “a contatto con il mato (la foresta)”.
I Mwani, di religione mussulmana, si considerano di fatto i diretti discendenti della cultura Swahili, se non gli “Swahili del Mozambico”, e per questo preservano molto gelosamente e con grande orgoglio la propria cultura. Sono un popolo prevalentemente di pescatori, che praticano ancora oggi la pesca con i metodi più tradizionali a bordo delle casquinhas (piccole canoe locali) e seguendo i ritmi della marea.

Sebbene la pesca sia la principale risorsa economica di questa popolazione, non mancano alcune piccole produzioni di arte locale come gli Orefici del Forte S.João Baptista, che hanno portato Ibo a divenire famosa per i suoi magnifici gioielli d’argento finemente lavorati da generazioni e generazioni di figli di orefici che contribuiscono a mantenere ancora viva un’arte secolare.

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